domenica 5 agosto 2012

pioveva

lavoro in una grande sala open space che una volta, tanti anni fa, era un cinema. per dirla tutta, era un cinema porno: ma solo alla fine della gloriosa parabola che l'aveva fatta passare dai filmoni da oscar ai cartoni animati.
la mia postazione è a pochi metri dal fu schermo, l'arredamento è cambiato ma i muri sono gli stessi, con gli stucchi bianchi e dorati, i rosoni o come diavolo si chiamano al soffitto, le porte stile saloon che allora avevano il velluto e adesso hanno lo specchio.
ci sono anche venuto, da ragazzino, al cinema porno. ricordo con precisione persino la data: domenica 21 aprile 1985, e pioveva a dirotto. venimmo su in pullman, io e altri due o tre amici. avevamo 15 anni e per entrare falsificammo malamente le tessere della biblioteca, tra gli sghignazzi, seduti ai tavolini del bar di fronte. naturalmente il tipo della biglietteria ci sgamò all'istante, ma finse di non accorgersi e ci fece entrare con un sorrisino sardonico.
non ricordo il titolo del film, la trama era persino ovvia (non si può mai dire di non sapere come va a finire un film porno), mi sono rimaste impresse poche scene. più che altro ricordo l'adrenalina del fare qualcosa di proibito. in sala c'erano pochi attempati signori, che poi sgattaiolarono fuori manco fossero ladri, timorosi che qualcuno li riconoscesse.
la stagista che è stata qui l'anno scorso, quando ha saputo i pregressi del salone, è rimasta basita e ha esclamato con aria schifata: “ma avranno pulito bene quando hanno fatto la redazione? comunque, d'ora in poi se mi cade qualcosa per terra non lo raccolgo più!”.

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