martedì 31 luglio 2012

ombre

torno dal lavoro a ore notturne. d'estate l'orizzonte è ancora chiaro di recente tramonto, altrimenti è buio. nella città quasi deserta certi dettagli sono più nitidi. per esempio, spesso sul vialone che porta alla periferia nord m'imbatto in ciclisti stranieri - solitamente di colore - che pedalano con fatica, e sul retro della city bike vintage (eufemismo) portano, legato con le cinghie che usavamo noi sul portapacchi trent'anni fa, un grosso televisore tutt'altro che piatto.
l'avranno racimolato da qualcuno che voleva buttarlo via, penso. pedalano a bordo strada, sghembi nel mulinare i colpi, senza lucine di posizione, ombre nel buio con un prezioso gingillo che magari darà sorrisi ai loro pargoli.
e penso a quanto, in fondo, non li invidio perchè hanno scelto di ricominciare da capo, in un paese che se ne serve ma non li accoglie. e però un pochino li invidio, perchè hanno avuto il coraggio di partire e di provarci, e non dev'essere per niente facile.
pedalano nella notte, ombre nel buio, mentre io comodamente guido verso casa sulla mia auto tedesca pensando ai fatti miei ben più sicuri. a volte mi domando chi dei due ha più motivi di essere orgoglioso di se stesso.

1 commento:

  1. Sai Ciccio, penso che anche tu, a tuo modo, dovresti essere fiero di te stesso... Oggi in Italia il vero coraggio sta nel rimanere.

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